STÁTNÍ TAJEMNÍK U ŘÍŠSKÉHO PROTEKTORA V ČECHÁCH A NA MORAVĚ, PRAHA, inv. 2255, sig. 109-11/56 Page 56 · 56 of 23
STATE SECRETARY FOR THE RUSSIAN PROTECTOR IN THINGS AND IN MORAVA, PRAGUE, inv. 2255, sig. 109-11/56
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2 9f A questo punto incominciò la perquisizione della casa, dalla cantina alla soffitta, rovistando, gettando a terra ciò che era loro di imbarazzo, camminandovi magari su, come fecero della pellieeia di mia moglie. Durante questo tempo io ero sempre nel corridoio con le mani legate e tenuto d'occhio da un agente, e di nuovo quello stesso che aveva fatto l'osservazione irrisoria sul nostro Paese, mi chiese se ero ebreo, e quando, per la terza volta gli rispososi di no disse: ma non vi manca molto ! E salì nel primo piano per perquisire i miei vestiti che si trovavano nella camera dove era coricata mia moglie, alla quale continuarono a domandare il mio nome e chi dormis- se nella soffitta. E qui faccio notare che quando perquisirono i miei vestiti e il portafoglio dovettero vedere il mio distin- tivo e la mia tessera fascista, come pure accessare la mía identità e la giusta ortografia del mio cognome. Ad un certo momento il mio guardiano mi chiese dove abitava il mIO fratello Johann, gli riposi che non avevo nessun fratello ma solo una sorella in Italia, ma nello stesso tempo mi balenò nella mente un sospetto, che si trattasse cioè di una omonimia, e lo dissi al mio guardiano, facendogli notare che nello si stessso mio quartiere abit Ava un cer to ZACHARIAS, del quale però non potevo dare ulteriori indica- zioni, poichè non lo conos cevo personalmente, e nemeno sapevo il numero della sua casa. Dapprima non reagi, ma poi estratto un foglietto di tasca controllò l'ortografia da me indicata con quella probabilmente del nome sul foglitto, e quando finalmente, finita la perquisizione nella mia camera da letto, gli altri agenti discesero gl pianterreno, dove mi trovavo io, il mio,guardiano pose loro delle domande, alle quali essi